Aggiornamento SLpw 1.3.3

Pubblicata la versione di SLpw 1.3.3

– Aggiunta possibilita’ di parametrizzare percorso dove salvare il file contenente le impostazioni degli utenti    come codice fiscale, ruolo, uffici da scaricare, informazioni per google calendar (Avvocati.xml)

– Aggiunti pulsanti per esportare ed importare tale file contenente le impostazioni degli utenti

– Dettaglio fascicolo: il calcolo della data deposito non viene piu’ eseguito in apertura
della finestra del dettaglio ma tramite un apposito pulsante per non rallentare l’apertura stessa

Windows e Antivirus

Per chi non lo sapesse Windows 10 è dotato di un antivirus denominato Defender che è perfettamente integrato, nativo, costantemente aggiornato con il download automatico di tutte le nuove definizioni di virus e spyware che continuamente si manifestano in rete.

AVComparatives è un celebre laboratorio indipendente specializzato nel testing dei software di sicurezza che  ha rilasciato a marzo un  rapporto sulle performance dei vari Antivirus per sistema operativo Microsoft.

Il confronto è fatto utilizzando le versioni commerciali ovvero a pagamento e, per chi preferisce le figure, Windows Defender è tra i 5 ad ottenere tre stelle. Per chi volesse approfondire il link all’articolo (in inglese) è al paragrafo precedente.

Cattura

I prodotti di terze parti, soprattutto le versioni gratuite, facilmente possono ralllentare il computer, se non addirittura creare conflitti con il Sistema Operativo, oltre a provocare problemi specifici con le chiavette di firma digitale, invio delle PEC e via dicendo

Quindi, la morale è: USATE WINDOWS DEFENDER ed evitate l’installazione di accrocchi vari spesso inutili, se non dannosi

Windows 7 (che comunque andrà fuori supporto a gennaio 2020), non ha un antivirus integrato, ma è possibile installare Windows Security Essential, che non è altro che la versione per 7 di Defender.

Io ve l’ho detto, poi fate come volete. Se state sempre a riformattare la chiavetta fatevela una domanda… e ora potreste avere un’idea della risposta.

Novità primavera estate PCT nuovi “errori”

 
Dopo gli ultimi aggiornamenti sono sono stati modificati i codici esito della terza PEC, anche detta Esito Controlli Automatici, in particolare si segnalano i seguenti:
 
codice esito 1 contributo unificato in eccesso è necessario controllo della cancelleria ricevente
 
codice esito 1 Il fascicolo da iscrivere è simile ad altri fascicoli, sono necessarie verifiche da parte della cancelleria ricevente
 
codice esito 1 Riferimento parte non risolto, sono necessarie verifiche da parte della cancelleria ricevente
 
A ben vedere si tratta solo di avvisi, non di veri errori, infatti il codice è 1, ovvero positivo. Quindi nulla di cui preoccuparsi.
Clipboard01.jpg

Thunderbird e Windows 10

Sempre più spesso con le recenti versioni di Windows 10 l’invia deposito automatico di SLpct non funziona nel caso in cui Thunderbird sia il client di PEC predefinito, chiudendosi senza alcun avviso.

E’ supportata per l’invio con SLpct solo la versione di Thunderbird a 32 bit

Innanzitutto va effettuata la seguente verifica: Selezionare un qualsiasi file sul Desktop, poi con il tasto destro “Invia a destinatario posta”

1

Se Thunderbird si apre regolarmente allegando il file selezionato procedete pure con la lettura del seguente articolo, in caso contrario il problema è di altro tipo.

Istruzioni:

1) da Start cliccare su Esegui e scrivere “regedit” (senza virgolette)
2) si aprirà l’Editor del registro di sistema. Nel riquadro a sinistra andare in “Risorse del
computer\HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Microsoft\Windows Messaging
Substystem”.
3) verificare nel riquadro a destra che sia presente una chiave denominata “MAPI“. Se è presente verificare che abbia valore = 1
4) se la chiave non è presente è necessario creare in quel percorso una chiave denominata MAPI, di tipo stringa con valore = 1.

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N.B. Effettuare modifiche al Registro di Sistema è un’operazione rischiosa che può compromettere la stabilità del PC. Se non siete certi di quel che fate si consiglia vivamente di contattare un tecnico

THUNDERBIRD E PROBLEMI CON INVIA DEPOSITO

DISPONIBILE LA VERSIONE 60.5.3 CHE RISOLVE IL PROBLEMA

Se si riceve l’errore indicato nell’immagine è necessario chiudere Thunderbird, riscaricare e reinstallare dal seguente link https://www.thunderbird.net/it/

errore

Non è necessario disintallare nulla, il problema dovrebbe risolversi immediatamente al riavvio.

Il problema riguarda solo la versione 60.5.2 installata con gli aggiornamenti automatici

Nuova versione SLpct 1.12.0

Disponibile la nuova versione di SLpct 1.12.0 FR/N con le seguenti modifiche:

 – Aggiunto supporto per i nuovi schemi xsd del 28-01-2019:
– aggiunti nel SICID gli atti “Ricorso riti immigrazione” e “Convalida Provvedimento Questore”
– aggiunti i codice oggetto 110000, 110023, 110033, 110034, 110035, 110036, 110037,   110038,  110039

– Tolta da File – Impostazioni la casella “Scarica da connessione non sicura”
– Aggiunti i riti mancanti nelle procedure concorsuali
– Migliorato controllo del formato del contenuto dei file firmati
– Aggiunta selezione multipla sulle griglie

 

SLpct FR (Firma Remota)

E’ la versione di SLpct che supporta la Firma Remota Namirial oltre la normale procedura di firma con smartcard e chiavetta.  La firma remota ha la stessa validità della tradizionale firma ma presenta alcuni indubbi vantaggi:

1) Non c’è necessità di avere con sè il dispositivo fisico ma è sufficiente avere con sè il cellulare: il codice di firma si riceverà infatti per SMS o tramite App.

2) La Firma Remota non necessita di alcuna configurazione nel computer utilizzato per il deposito e questo la rende completamente indipendente dal sistema operativo utilizzato.  Il costo si aggira intorno ai 30 euro più iva per tre anni ed è acquistabile anche online.

Pur non sostituendo completamente il dispositivo tradizionale, rappresenta un valido sistema di riserva decisamente risolutivo in caso di malfunzionamenti. Al momento è supportata solo la Firma Remota Namirial, con quelle di altri fornitori è comunque sempre utilizzabile la procedura tramite Firma Esterna  che però è più macchinosa.

SLpct grazie a questa implementazione risulta ancora più semplice e versatile, in quanto l’aspetto più critico è rappresentato proprio dalla configurazione con i dispositivi di firma, soprattutto a causa dei numerosi aggiornamenti dei sistemi operativi (in particolare Windows 10)  e del non eccelso supporto su Mac Os

SLpct for Dummies

Questa guida non si rivolge tanto ai quotidiani (ed illuminati aggiungerei) utilizzatori di SLpct, bensì vuole essere un compendio per chi, magari utlizzando altri software, si dovesse trovare nella necessità di effettuare un invio di emergenza per qualche malfunzionamento del redattore preferito.

Utilizzare Slpct è semplice, ma vi sono alcuni passaggi da seguire, anche tenendo conto che ha un funzionamento leggermente diverso rispetto ad altre applicazioni.

Sarà innanzitutto necessario scaricare il programma di installazione ed eseguirlo da questo link . In ambiente Windows non ci dovrebbero essere particolari problemi, su Mac, soprattutto le versioni più recenti, sono necessarie alcune operazioni preventive che sono tutte spiegate in questo articolo

Successivamente, se già non è presente, su Windows andrà scaricato ed installato Java, rigorosamente la versione a 32 bit (so che avete il sistema operativo a 64…). Su Mac è consigliabile utilizzare Java 6 legacy. Nel caso invece aveste Catalina o successive è necessario scaricare SLpct a 64 bit e Java direttamente dal sito

Sarà poi necessario configurare la firma digitale: su Windows se già utilizzate altri software che necessitano della chiavetta potrebbe andare senza necessità di altre operazioni, ad ogni modo qui trovate una guida . Su Mac potrebbe essere un po’ meno immediato, qui c’è una guida generale altrimenti potete provare questa procedura che dovrebbe funzionare anche per firme non Aruba. Se proprio non ne volesse sapere e siete in emergenza non resta che la firma esterna (ovviamente il dispositivo deve funzionare).

Una volta creata la busta si dovrà inviare. Qui SLpct differisce maggiormente da tutti gli altri redattori.   Se si ha già la PEC configurata in un client di posta si può utilizzare il tasto “Invia deposito” se non ce l’avete ed utilizzate la webmail (disgraziati) potete seguire le queste indicazioni

Ad ogni modo nel sito ufficiale trovate tutta la documentazione necessaria