Firma Esterna con SLpct

Premessa importante:  si tratta di una procedura che dovrebbe essere utilizzata solo in casi di malfunzionamenti o problemi temporanei, in quanto SLpct gestisce internamente la procedura di firma se correttamente configurato. A questo proposito si segnala la guida specifica . L’utilizzo dell’opzione Firma esterna è invece l’unica possibilità nel caso di firma remota. Ovviamente perché l’operazione vada a buon fine è comunque necessario che il dispositivo di firma funzioni al di fuori del redattore.

Vediamo dunque nel dettaglio come procedere. Si premette che per utilizzare questa funzionalità, è necessario firmare gli atti uno ad uno e non è possibile firmare gli atti tutti insieme come avviene nel caso di normale funzionamento.

1) Selezionare il file da firmare e cliccare sul pulsante Firma esterna

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Quando si firma l’atto impostato come atto principale, il programma richiederà la verifica di conformità. Una volta effettuata la verifica di conformità si aprirà la seguente schermata:

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2) Cliccare sul pulsante Esporta file per firma: si aprirà la finestra che permetterà di scegliere in quale directory salvare il file come da immagine:

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3) Scegliere una cartella e cliccare su Salva. Verrà visualizzato il seguente messaggio:

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4) Cliccare su Ok: si può notare che, nella finestrina di cui sopra, sarà stato disattivato il pulsante Esporta file per firma e sarà stato attivato ora il pulsante Importa file firmato come da immagine sotto:

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5) A questo punto si dovrà lasciare questa finestrina aperta e non toccarla fino al punto 8. Si dovrà ora procedere come segue: al di fuori di SLpct sarà necessario firmare il file salvato sopra (cioè l’atto principale) e che si troverà nella directory scelta (come da immagine al punto 2) con un programma di firma (tipo ArubaSign, Dike, FirmaCerta o altro).

6) Una volta firmato il file si consiglia di salvarlo nella stessa directory scelta per l’esportazione del file non ancora firmato.
7) Tornare quindi in SLpct e cliccare sul pulsante Importa file firmato. Si aprirà la finestra di cui sotto dove si potrà visualizzare il file già firmato:

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8) Cliccare sul pulsante Apri e verrà visualizzato il seguente messaggio:

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9) Cliccare su Ok e in SLpct comparirà, sotto all’atto principale, la pennetta (come da immagine sotto) che indica che il file è firmato:

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Nota: quando il programma SLpct importa il file firmato lo prende e lo rimuove dalla cartella. Se quindi si va a ricercarlo nella cartella in cui è stato salvato non sarà possibile ritrovarlo.
11) Ripetere tutte le operazioni di cui sopra anche per il file della prima riga “DatiAtto.xml” e per gli eventuali allegati da sottoscrivere, quali ad esempio procura alle liti e nota di iscrizione a ruolo. In ogni caso se non vengono sottoscritti tutti i documenti obbligatori SLpct non procederà alla creazione della busta

La presente guida è estratta dal manuale ufficiale di Slpct

Thunderbird non considera valida la firma digitale Actalis

Accade spesso che gli utilizzatori di Thunderbird quale client di posta per la PEC rilevino la non validità del certificato utilizzato per firmare il messaggio. Anche se non tutti ci fanno caso, detto certificato è fondamentale per assicurare l’integrità del messaggio stesso, senza di esso infatti il messaggio PEC avrebbe la stessa validità giuridica di un messaggio di posta elettronica ordinaria. L’errore è segnalato, come si vede in figura, dalla bustina con la croce rossa, che sta appunto ad indicarne la non validità.

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L’errore riguarda i certificati rilasciati da Actalis e si tratta di un bug della versione attuale di Thunderbird che dovrebbe essere risolta con la nuova versione prevista per gennaio 2017 ma ancora disponibile solo in beta e scaricabile qui.

Ad ogni modo al seguente link delle FAQ di Infocert è spiegato nel dettaglio come risolvere il problema in attesa dell’aggiornamento, si tratta di un’operazione piuttosto semplice.

Provato personalmente con risultato positivo

Agenda di Studio digitale semplice ed economica

Nonostante ancora il cartaceo regni sovrano nel mondo dell’avvocatura, vedremo come creare con una spesa modesta un’agenda di Studio in formato digitale consultabile da qualsiasi dispositivo: PC, telefonini o tablet che sia, condivisibile anche con eventuali collaboratori e colleghi.

Per fare ciò avremo necessità di due cose:

  1. Un account Gmail, ovviamente gratuito, ma stesso discorso vale per chi avesse già un account business (quindi a pagamento) del servizio di Google
  2. SLpw, ovvero il prodotto per la consultazione avanzata del Polisweb (ora comprensivo anche delle notifiche PEC) sviluppato da Evoluzione Software. Si tratta di un software a pagamento ma dal costo modesto, ovvero 60 euro più IVA l’anno con il codice sconto disponibile per i lettori di questo blog.

Da SLpw per prima cosa selezioneremo tutti gli Uffici Giudiziari di interesse, ovvero quelli in cui il titolare della licenza ha cause in cui è costituito, ci posizioneremo quindi nella sezione dell’Agenda e premeremo il tasto Aggiorna in basso a sinistra. A questo punto ci verrà anche richiesto il PIN del dispositivo di autenticazione

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Quando l’aggiornamento sarà completato appariranno tutte le scadenze previste per il periodo selezionato, ovvero Udienze e termini per memorie di tutti gli uffici giudiziari precedentemente selezionati presneti nel Polisweb.

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Questi eventi li possiamo quindi esportare nel nostro calendario associato all’utenza di Gmail, che ovviamente dobbiamo già avere.

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La prima volta sarà necessario tenere aperto il browser con la casella di Gmail  in quanto verrà richiesta l’autorizzazione per l’inserimento da parte di Slpw dei dati. Al termine dell’operazione apparirà una finestra di dialogo

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A questo punto basterà accedere a Gmail e selezionare il calendario

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Qui troveremo già tutti gli eventi importati da SLpw. A detto calendario potremo poi aggiungere ulteriori appuntamenti, scadenze e qualsiasi altra incombenza riguardante o meno l’attività professionale. Il vantaggio è che esso sarà consultabile da qualsiasi dispositivo associato all’utenza Gmail e aggiornabile immediatamente. Inoltre potremo anche condividere detto calendario con eventuali collaboratori e colleghi

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Nel dettaglio degli eventi sono presenti tutti i dati riguardanti l’evento, compresi luogo dell’udienza, RG, parti e via dicendo.

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Ultime due considerazioni: il calendario di Google è ovviamente utilizzabile anche senza SLpw, ma l’inserimento automatico facilita enormente il lavoro e riduce il rischio di dimenticanze ed errori. Per chi non avesse ancora un account Gmail il consiglio è di farlo al più presto. Oltre ad avere una capienza molto generosa, è anche una delle caselle di posta più sicure riguardo ai filtri antispam e mette al riparo da molti attacchi via email. E’ anche possibile per chi utilizza altre caselle email passare in maniera praticamente trasparente a Gmail mantenendo il vecchio indirizzo, ma di questo parleremo in un altro articolo.

Firma PADES-BASIC: urgente una revisione dei Moduli!

PROCESSO AMMINISTRATIVO TELEMATICO

Molti avvocati hanno riscontrato un problema con l’apposizione della firma digitale: il Modulo appare firmato anche in PADES-Basic sebbene Adobe Acrobat Reader DC sia stato impostato per l’apposizione della firma PADES-BES.

articolo in collaborazione con Stefano Baldoni di http://www.slpct.wordpress.com

Come noto, l’art. 12, co. 6 D.P.C.M. 40/2016 richiede che la firma digitale apposta al Modulo di deposito sia in formato PADES-BES.

Pertanto, per poter effettuare validamente i depositi telematici del PAT è necessario impostare Adobe Acrobat Reader DC perché apponga la firma PADES-BES con Algoritmo SHA-256.

In tal modo, sarà possibile apporre una firma digitale valida secondo le disposizioni della Delibera CNIPA 45/2009. Infatti, le firme digitali apposte con algoritmo SHA-1 (formato PADES Basic) sono valide solo se apposte anteriormente al 30 Giugno 2011, mentre dal 1 Luglio 2011 è necessario utilizzare una firma digitale generata con algoritmo SHA-256.

Gli avvocati, quindi, prima di predisporre il loro primo deposito…

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COME RICAVARE IL DUPLICATO INFORMATICO (FIRMATO IN PADES) DA UNA COPIA INFORMATICA ESTRATTA DAI REGISTRI DI CANCELLERIA

Avvocati Telematici

E’ noto che, tra le funzioni assolte dalle firme elettroniche avanzate (e, quindi, anche dalle firme elettroniche qualificate e dalle firme digitali, che fanno parte del relativo insieme)  v’è quella di restare  “collegata ai dati sottoscritti in modo da consentire l’identificazione di ogni successiva modifica di tali dati” (art. 26, lett. d) Reg. Eidas e, prima del dlt 179/2016, dall’art. 1, lett q-bis del CAD.

In altri termini, un documento munito (almeno) di firma elettronica avanzata è sicuramente modificabile, ma la firma consente di risalire alle modifiche apportate. Tale caratteristica è integrata nella firma in formato PAdES che “implementa a funzione della gestione delle versioni (versioning): ogni versione successiva alla prima, contiene la versione integrale, non modificata, del documento precedente (comprese le firme digitali)” (cfr. documento “guida –  firme multiple” – Agid).

E’ altrettanto noto che col Provv. DGSIA 16/4/2014  il formato PAdES fece…

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SLpct 1.5.1 e Windows XP

E’ stato riscontrato che con l’ultima versione di Slpct, la 1.5.1 , nei sistemi con Windows XP, il pulsante “Invia Deposito”, richiama unicamente MS Outlook, quindi, chi avesse configurato sul proprio computer un diverso Client di Posta (Thunderbird, Outlook Express, etc.), si troverà nell’impossibilità di utilizzare detta funzione. Le versioni precedenti funzionano invece regolarmente, ma si consiglia comunque di utilizzare la più recente essendo conforme agli Schemi Ministeriali più aggiornati.

Evoluzioni Software sta lavorando per risolvere il problema, nonostante XP sia fuori supporto da Aprile 2014. Nel frattempo è comunque possibile procedere alla creazione della PEC si seposito da webmail, come spiegato in questo precedente articolo

Ad ogni modo è il caso di pensare seriamente di cambiare Sistema Operativo arrivati a questo punto.

Secondo il Dlgs 196-03 Windows XP, almeno nelle versioni Home e Professional, per i quali non vengono più rilasciati aggiornamenti dalla Microsoft, non risponde agli obblighi di sicurezza di cui all’art. 31, ai requisiti minimi di sicurezza ex art 34 e all’allegato B dello stesso decreto (TU tutela dati personali) . Chi usa ancora questo sistema operativo quindi si espone sia alle relative sanzioni amministrative che alle possibili richieste risarcitorie nel caso di perdita dati o altri trattamenti non consentiti. Il risarcimento viene chiesto ex art 2050 cc e i danni non patrimoniali ex art 15 stesso decreto. (Grazie all’Avv. Patrizio Galeotti)

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Come inviare il Modulo di Deposito del Ricorso. Tutti gli Errori.

PROCESSO AMMINISTRATIVO TELEMATICO

In un precedente articolo avevamo visto come compilare il Modulo di Deposito del Ricorso. In questa guida vedremo insieme come inviare il Modulo per il perfezionamento del Deposito.

La compilazione del Modulo di deposito è solo la fase preliminare del deposito. Infatti, il deposito vero e proprio avviene mediante l’invio del Modulo compilato con differenti modalità. La scelta di tali modalità non è sottoposta alla discrezionalità dell’avvocato che, di fatto, si troverà vincolato a dover selezionare una o l’altra modalità a seconda delle caratteristiche del deposito.

La modalità di deposito più comune avverrà tramite invio del Modulo a mezzo PEC. Con la stessa modalità si potranno inviare più moduli rappresentanti il medesimo deposito (c.d. deposito frazionato). Nei casi indicati dalle Specifiche Tecniche, sarà possibile eseguire il deposito mediante upload.

Il deposito cartaceo rimarrà in alcuni casi eccezionali, indicati dal Regolamento PAT.

1. Deposito mediante PEC (art. 7 All. A DPCM…

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Nuovo malware in posta elettronica

Tanto per chiudere in bellezza l’anno si sta presentando una nuova ondata di Spam. Questa volta si tratta di una finta fattura, anche abbastanza ben scritta.  Come al solito l’allegato è in realtà un file eseguibile, quello che è meno chiaro è l’effetto che ha sul computer dell’utente. Non si tratta di un ransomware, ovvero un criptatore, bensì va ad inficiare il funzionamento dei browser rendendolo più lento ed inibendone parzialmente il funzionamento. Tra gli effetti più evidenti l’impossibilità ad autenticarsi al Polisweb, anche con il Firefox presente nei dispositivi stessi. Antivirus, AntiSpam e via dicendo non rilevano nulla, l’unica soluzione è stata per evitare il ripristino completo della macchina, quella di creare un nuovo profilo utente.

Quindi come al solito evitate di aprire email sospette, e su Windows non utilizzate account amministrativi per lavorare. Gmail mette automaticamente l’email in spam, altri fornitori nostrani invece non la intercettano. A buon intenditor.

Comunque buona fine e buon inizio

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SLpw: nuova versione con l’utilità per le notifiche a mezzo PEC

La nuova versione del programma ora fortemente integrata con il redattore gratuito SLpct, contiene gli applicativi che permettono la consultazione multiufficio dei registri informatici di cancelleria e la preparazione delle notifiche via pec, relata inclusa e con le attestazioni di conformità automatizzate, prelevando dati e documenti anche direttamente dai fascicoli informatici, sia come copia che come duplicato.

Per i lettori di questo blog è disponibile un codice sconto da utilizzare all’atto dell’acquisto: SLPCT_FB

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