SLpct ver 1.13.0 – Selezione client di Posta

La principale novità della versione 1.13.0 è la possibilità di selezionare manualmente anche su Windows il client di posta in cui è configurata la PEC, al fine di evitare i problemi con il sistema operativo che non sempre gestisce  correttamente il programma predefinito.

Dal menù File Impostazioni si aprirà la seguente schermata:

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Se la voce di default automatico non apre correttamente il client desiderato, è possibile forzarlo manualmente, indicando l’eseguibile da lanciare. Al momento i predefiniti sono Thunderbird e Microsoft Outlook

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In questo modo è anche possibile richiamare la versione Portable del Client, in questo caso ad esempio Thunderbird

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SLpct ver 1.13.0 N e FR

Disponibile per il download

Aggiunto supporto per i nuovi schemi xsd del 08-11-2019
– Aggiunti sul curatore gli atti:
– DepositoRapportoFinale
– DepositoRapportoConcordato
– DepositoRapportoConcordatoFinale

– Aggiunti sul delegato gli atti:
– DepositoRapportoImmobiliareIniziale
– DepositoRapportoImmobiliare
– DepositoRapportoImmobiliareFinale
– DepositoRapportoMobiliare
– DepositoRapportoMobiliareFinale

Aggiunta possibilita’ di specificare anche su sistemi Windows il client di posta in grado di chiamare anche i client a 64 bit

– Su tutte le griglie adesso e’ visualizzato il numero di righe presenti

Attacco Ramsoware: qualche consiglio

In questi giorni le caselle PEC di molti professionisti stanno subendo ripetuti attacchi da parte di innumerevoli messaggi dal contenuto pericoloso, a questo link è possibile vedere l’ultima segnalazione in tal senso.

Si tratta soprattutto di malware che cifrano i file presenti nel PC (.doc, .xls, .pdf, email e via dicendo) preservando però il funzionamento del computer stesso. Ma la situazione è in costante evoluzione.

Purtroppo non è possibile inibire le caselle alla ricezione di tali messaggi, essendo molto variegati e provenienti da mittenti diversi, oltre che spesso noti. E’ però possibile mettere in atto alcune misure preventive:

1) Porre sempre attenzione: è banale ma il primo presidio è l’utente stesso e spesso se sorge un dubbio è meglio dargli ascolto. Evitare di aprire pec a casaccio mentre si è al telefono ad esempio.

2) Se il dubbio sorge è consigliabile aprire il messaggio sospetto dal cellulare o dal tablet, al momento questo malware è dedicato solo a Windows; speriamo non evolva.

3) Cosa fondamentale ma spesso sottovalutata: avere un backup sempre aggiornato e scollegato dal PC o dalla rete. In questo modo se dovesse capitare il fattaccio sarà semplice ripristinare i documenti perduti. ma questo vale in assoluto.

4) Non cliccare mai nei link ipertestuali presenti nel corpo del testo, al 99% non sono quello che fingono di essere. Idem per allegati in formato .zip

5) Utilizzare un account non amministrativo. Il che significa, per semplificare, che se il .pdf, che pdf non è, vi chiede una password per aprirsi siamo certi che è altro. Se non sapete cosa questo significi Vi serve probabilmente il supporto di un tecnico.

6) Utilizzare un sistema operativo aggiornato, il che significa che Windows 7 dal 14 gennaio bisognerà salutarlo, almeno per scopi professionali.

 

 

 

ThunderPec fuori supporto

Il plugin ThunderPEC non è più compatibile con le versioni di Thunderbird 68.X.X  e successive.

Non è previsto un aggiornamento essendo al momento fuori supporto. Senza questo plugin non sono visibili nel client Thunderbird gli allegati firmati in cades, cosidetti .p7m

Come detto al momento l’unica soluzione è non effettuare aggiornamenti oltre la versione 60.X.X e si consiglia di disabilitare gli aggiornamenti automatici dal menù Opzioni – Avanzate -Aggiornamenti

Cattura

Per chi avesse già installato l’ultima versione l’unica via è disintallare Thunderbird (avendo cura di effettuare preventivamente il backup del profilo) ed installare una versione precedente rinvenibile a questo link

AGGIORNAMENTO

Se ThunderPec era installato prima dell’aggiornamento di Thunderbird non compatibile con detto plugin, gli allegati .p7m dovrebbero restare visibili anche dopo la disattivazione in quanto la chiave interessata rimane. Ovviamente vengono comunque meno le altre caratteristiche

Downoad di java a 32 bit

Per funzionare correttamente SLpct ha bisogno (al momento) della versione di Java a 32 bit; se nel sistema fosse installata solo quella a 64 bit essa non verrebbe rilevata.

Per scaricare Java l’indirizzo è il seguente https://www.java.com/it/download/

Bisogna però evitare il download automatico, in quanto se il browser utilizzato è a 64 bit (ormai praticamente tutti) verrà selezionata automaticamente la corrispondente versione, quindi non compatibile con SLpct. Per risolvere il problema è sufficiente cliccare sulla voce “Tutti i download di Java” (vedi figura)

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Alla pagina successiva procedere cliccando su “Windows non in linea”

java02

Al termine del download eseguire il file di installazione.

Mac e Windows 10 riflessioni provocatorie

Iniziamo col dire che fino a 10, forse 7 anni fa, la differenza, a favore della casa di Cupertino era evidente e manifesta dal punto di vista tecnico e tecnologico. Proviamo però a chiederci ora come stiano effettivamente le cose. Innanzitutto l’hardware utilizzato dai Mac è ormai da tempo lo stesso presente  nei computer Windows di fascia alta. Quindi un normale portatile da 1000 euro  avrà le stesse caratteristiche di un Mac intorno ai 1500 euro, potremmo anche azzardarci a dire che sono praticamente identici.

Dal punto di vista software, che vi piaccia o no, Windows 10 è una vera rivoluzione rispetto alle precedenti versioni, Windows 7 compreso. Installare ex novo un PC (decente) non impiega più di 20 o 30 minuti e nel 99% dei casi non sarà necessario cercare alcun driver aggiuntivo, oltretutto i requisiti hardware minimi sono rimasti gli stessi dai tempi di Vista.

Ma vediamo quali sono considerati, a torto o a ragione, i punti deboli rispetto ad Apple del sistema operativo Microsoft:

1)      Virus: la leggenda vuole che il Mac ne sia immune. In realtà non è vero affatto, certamente sono di meno ma spesso più insidiosi. Effettivamente Windows è più colpito per due semplici ragioni: innanzitutto è decisamente più diffuso, almeno a livello globale; questo rende più conveniente sviluppare malware per Windows per via dei grandi numeri. L’altro punto debole riguarda il fatto che quasi tutti gli utenti Windows utilizzano account amministrativi. Se notate invece con Mac ogni volta che dovete installare o fare modifiche al sistema operativo vi viene richiesta la password. Questo comportamento è facilmente riproducibile sui sistemi Microsoft, ma per qualche misterioso motivo quasi nessuno lo fa. E’ però effettivamente una pecca, se voluta o meno non saprei dire

2)      Aggiornamenti: ci si lamenta che quelli di Windows sono poco trasparenti e che a volte creano problemi seri. Diciamo che Apple decide lei quale hardware è supportato (e parliamo di una varietà limitatissima) e un Mac di 6 o 7 anni mediamente non riceve più aggiornamenti, pur trattandosi spesso di hardware assolutamente efficiente. Windows d’altro canto ha di fronte una varietà quasi infinita di configurazioni hardware, spesso anche vecchie di 10 anni o più. E’ normale che, soprattutto su macchine obsolete, dei problemi di compatibilità possano presentarsi, ma di solito risolvibili da un tecnico capace. Apple non dà proprio questa possibilità.

3)      Il Mac è più performante. Prendete un Pc Windows con un processore I7, scheda video dedicata, 16 Gb di RAM ed M2 per fare il confronto e vi accorgerete che forse non è proprio vero.

4)      Il Mac è più “fico”:  beh se volete spendere di più per il marchio liberissimi.

5)      SLpct funziona perfettamente su entrambi i sistemi, quindi fate come volete

Aggiornamento SLpct 1.12.1

Disponibile la nuova versione

 – Velocizzato il processo di creazione busta per file prelavati da percorsi in rete locale.
 – In fase di inserimento documenti allegati, anche con selezione multipla, è possibile impostare a priori se deve essere inglobato nel deposito principale o complementare.
– Aggiunta la possibilità, nella finestra di gestione degli allegati, di modificare la proprietà relativa al tipo di deposito, o eliminare più file contemporaneamente tramite la selezione multipla.