Errore nella Terza PEC, cosa fare?

Diciamo subito che non esiste una risposta univoca, uno dei limiti maggiori del PCT è proprio la non chiarezza, per non dire esosterismo, degli errori che si ricevono con l’esito dei controlli automatici, altrimenti detta Terza PEC. Spesso è infatti molto difficile capire se si tratta di un problema che impedisce l’acquisizione da parte della Cancelleria o invece è forzabile permettendo comunque il buon esito del deposito. Da dire che se la quarta arriva positiva, pur riportando il messaggio di errore della precedente, si può stare tranquilli.

Lungi dall’essere esaustivo, in questo articolo cercheremo di prendere in considerazione le casistiche più diffuse.

Diciamo innanzitutto che esiste una differenza se si tratta del deposito telematico di un atto endoprocessuale o di un’iscrizione. Nel primo caso è infatti semplice per la Cancelleria riconoscere l’eventuale deposito duplicato e accettarne solo uno. Quindi in questa situazione reinviare in caso di dubbi o ansie non crea particolari problemi, anche se è sempre meglio non eccedere. Nel caso di iscrizioni invece è bene cercare di valutare attentamene l’errore ricevuto, in quanto il rischio è quello di trovarsi varie volte iscritto lo stesso procedimento poichè  i depositi non arriveranno nello stesso fascicolo.

Detto ciò vediamo di analizzare gli errori più comuni:

E0606 DESCRIZIONE: Messaggio non riconosciuto. Rieffettuare il deposito dopo aver seguito queste indicazioni,  in questo caso la busta infatti viene scartata dai controlli automatici e NON arriva in Cancelleria.  (qui l’esoterismo ci sta tutto)

Errore imprevisto nel deposito, sono necessarie verifiche da parte dell’ufficio ricevente. Si tratta di un errore FATAL, quindi non forzabile. Anche in questo caso il deposito va ripetuto. Qui delle indicazioni su come risolverlo con il deposito successivo

Numero di Ruolo NON valido, il mittente non ha accesso al fascicolo. In questo caso non esiste un’indicazione univoca. Di certo è inutile ripetere il deposito tale e quale. Se non si è stati associati al fascicolo per qualche motivo il cancelliere forzerà il deposito stesso, se invece si è sbagliato Registro, Ufficio giudiziario o RG, il deposito andrà rieffettuato dopo aver apportato le correzioni necessarie

ERRORI riguardanti la validità delle firme. Si riporta quanto presente nel documento ministeriale, nel caso di errore FATAL il deposito non è acquisibile, negli altri casi spesso il problema riguarda qualche allegato, probabilmente estratto dal Polisweb, ed è forzabile dalla Cancelleria. Fare riferimento alla Nuova classificazione

firme

L’atto di citazione depositato non e` presente tra gli allegati. Avviene quando si iscrive telematicamente un atto notificato a mezzo PEC e come atto principale non viene inserito l’atto notificato e già firmato. Si tratta di errore NON FATAL, non rieseguire il deposito.
Per quanto riguarda le Procedure Esecutive, si ricorda che gli allegati specifici vanno inseriti utilizzando le apposite voci, in caso contrario il deposito verrà scartato dal sistema
ppt_05_new
to be continued…

Firma PAdES e data (in)certa

La  firma digitale in formato PAdES sta diventando sempre più diffusa, essendo stata ammessa per il PCT all’esito delle specifiche tecniche del 16/4/2014, che sostituirono quelle del 18/7/2011, trattandosi peraltro di un formato che consente la lettura dei documenti firmati senza dover necessariamente ricorrere a software di verifica delle firme (Dike, Arubasign e via dicendo), necessari invece per le firme CAdES (p7m).  Il formato PAdES, tra l’altro, costituisce l’unico ammesso nel Processo Amministrativo Telematico.

Come noto, con questa modalità è possibile inserire nel documento firmato un riquadro visivo (che tecnicamente è un “campo modulo”) in cui sono riportati alcuni dati, alcuni dei quali proposti di default dai vari software di firma, altri personalizzabili dall’utente: ad esempio, è possibile inserire il logo di studio, la propria firma scansionata e via dicendo.

Tra i dati generalmente inseriti di default vi è quasi sempre orario e data dell’apposizione della firma stessa: il che sta facendo nascere una vera e propria leggenda metropolitana con particolare riferimento ai depositi telematici del PAT. Accade infatti che molto spesso la notifica del Ricorso venga effettuata in forma analogica (cartacea), mentre l’iscrizione ha luogo, successivamente e per forza di cose, in modalità telematica: nell’esecuzione di tale deposito, l’atto da allegare come “ricorso” (o come memoria di costituzione) al modulo pdf è necessariamente un documento informatico “nativo”, vale a dire che non sarà costituito dalla scansione dell’atto cartaceo notificato ma da altro documento (giova ribadirlo, nativamente informatico) avente lo stesso contenuto del primo, mentre l’atto scansionato costituirà  la prova della notifica da allegare nell’apposito campo.

Orbene,  alcuni hanno evidenziato che, operando in tal modo, vale a dire sottoscrivendo il pdf nativo del ricorso (o della memoria) all’atto del relativo deposito telematico*, la data della sottoscrizione che appare nel campo modulo della firma  sarà successiva a quella apposta sull’atto notificato in modalità tradizionale.  Ciò sta creando perplessità diffuse, in quanto si verrebbero a creare due “originali”, uno analogico ed uno digitale, che per di più avrebbero così date diverse.

Si tratta in realtà di un falso problema. Pur prendendo atto dell’allarmante recente pronuncia del tar-napoli-1057-2017, che si pone il problema del doppio originale giudicando addirittura inesistente un atto processuale amministrativo sottoscritto in forma autografa, va ricordato che la data riportata nel riquadro di firma (così come qualsiasi altra data associata ad una firma digitale) è solo la data del sistema, ovvero quella del computer da cui si firma. Non si tratta dunque di una data certa e non ha nessun valore legale: la data di sistema è infatti liberamente modificabile dall’utente.

A dimostrazione di ciò si riportano tre immagini di un documento firmato digitalmente in PAdES, la prima con la data odierna, la seconda dopo aver riportato l’orario di sistema a settembre 2016 e la terza addirittura nel 2018.

2017

2016

2018

* Nonostante la previsione contenuta nell’art. 6, comma 5, delle specifiche tecniche PAT (allegato al DPCM 40/2016) “La firma digitale PAdES, di cui al comma 4, si intende estesa a tutti i documenti in essi contenuti”, Magistrati e Cancellieri dei TAR e CdS ritengono che vada obbligatoriamente firmato digitalmente ciascun atto allegato.

** Si ringrazia l’avv. Roberto Arcella per la fondamentale revisione.

Quesiti e risposte: come depositare in modalità telematica un reclamo ex art. 708 cpc?

Avvocati Telematici

D: Come occorre procedere per depositare un reclamo avverso il provvedimento presidenziale in materia di separazione/divorzio?

R: Poichè il reclamo ex art. 708 c.p.c. va depositato presso la Corte d’Appello e su un diverso registro (volontaria giurisdizione), esso va depositato come “introduttivo” e, quindi, con lo schema “Ricorso” ed il codice oggetto da indicare sarà 411999. 

Con SLpct  si procede come da immagini che seguono:

FOTO00038.jpgFOTO00039.jpgFOTO00040.jpg

Si raccomanda inoltre di compilare i campi relativi al procedimento di separazione in relazione al quale si deposita il reclamo:

FOTO00042.jpg

mentre la casella “tipo merito” può essere lasciata senza flag

FOTO00043.jpg

View original post

Firma Esterna con SLpct

Premessa importante:  si tratta di una procedura che dovrebbe essere utilizzata solo in casi di malfunzionamenti o problemi temporanei, in quanto SLpct gestisce internamente la procedura di firma se correttamente configurato. A questo proposito si segnala la guida specifica . L’utilizzo dell’opzione Firma esterna è invece l’unica possibilità nel caso di firma remota. Ovviamente perché l’operazione vada a buon fine è comunque necessario che il dispositivo di firma funzioni al di fuori del redattore.

Vediamo dunque nel dettaglio come procedere. Si premette che per utilizzare questa funzionalità, è necessario firmare gli atti uno ad uno e non è possibile firmare gli atti tutti insieme come avviene nel caso di normale funzionamento.

1) Selezionare il file da firmare e cliccare sul pulsante Firma esterna

firma_01

Quando si firma l’atto impostato come atto principale, il programma richiederà la verifica di conformità. Una volta effettuata la verifica di conformità si aprirà la seguente schermata:

firma_02

2) Cliccare sul pulsante Esporta file per firma: si aprirà la finestra che permetterà di scegliere in quale directory salvare il file come da immagine:

firma_03

3) Scegliere una cartella e cliccare su Salva. Verrà visualizzato il seguente messaggio:

firma_04

4) Cliccare su Ok: si può notare che, nella finestrina di cui sopra, sarà stato disattivato il pulsante Esporta file per firma e sarà stato attivato ora il pulsante Importa file firmato come da immagine sotto:

firma_05

5) A questo punto si dovrà lasciare questa finestrina aperta e non toccarla fino al punto 8. Si dovrà ora procedere come segue: al di fuori di SLpct sarà necessario firmare il file salvato sopra (cioè l’atto principale) e che si troverà nella directory scelta (come da immagine al punto 2) con un programma di firma (tipo ArubaSign, Dike, FirmaCerta o altro).

6) Una volta firmato il file si consiglia di salvarlo nella stessa directory scelta per l’esportazione del file non ancora firmato.
7) Tornare quindi in SLpct e cliccare sul pulsante Importa file firmato. Si aprirà la finestra di cui sotto dove si potrà visualizzare il file già firmato:

firma_06

8) Cliccare sul pulsante Apri e verrà visualizzato il seguente messaggio:

firma_07

9) Cliccare su Ok e in SLpct comparirà, sotto all’atto principale, la pennetta (come da immagine sotto) che indica che il file è firmato:

firma_08

Nota: quando il programma SLpct importa il file firmato lo prende e lo rimuove dalla cartella. Se quindi si va a ricercarlo nella cartella in cui è stato salvato non sarà possibile ritrovarlo.
11) Ripetere tutte le operazioni di cui sopra anche per il file della prima riga “DatiAtto.xml” e per gli eventuali allegati da sottoscrivere, quali ad esempio procura alle liti e nota di iscrizione a ruolo. In ogni caso se non vengono sottoscritti tutti i documenti obbligatori SLpct non procederà alla creazione della busta

La presente guida è estratta dal manuale ufficiale di Slpct

Thunderbird non considera valida la firma digitale Actalis

Accade spesso che gli utilizzatori di Thunderbird quale client di posta per la PEC rilevino la non validità del certificato utilizzato per firmare il messaggio. Anche se non tutti ci fanno caso, detto certificato è fondamentale per assicurare l’integrità del messaggio stesso, senza di esso infatti il messaggio PEC avrebbe la stessa validità giuridica di un messaggio di posta elettronica ordinaria. L’errore è segnalato, come si vede in figura, dalla bustina con la croce rossa, che sta appunto ad indicarne la non validità.

clipboard02

L’errore riguarda i certificati rilasciati da Actalis e si tratta di un bug della versione attuale di Thunderbird che dovrebbe essere risolta con la nuova versione prevista per gennaio 2017 ma ancora disponibile solo in beta e scaricabile qui.

Ad ogni modo al seguente link delle FAQ di Infocert è spiegato nel dettaglio come risolvere il problema in attesa dell’aggiornamento, si tratta di un’operazione piuttosto semplice.

Provato personalmente con risultato positivo

Agenda di Studio digitale semplice ed economica

Nonostante ancora il cartaceo regni sovrano nel mondo dell’avvocatura, vedremo come creare con una spesa modesta un’agenda di Studio in formato digitale consultabile da qualsiasi dispositivo: PC, telefonini o tablet che sia, condivisibile anche con eventuali collaboratori e colleghi.

Per fare ciò avremo necessità di due cose:

  1. Un account Gmail, ovviamente gratuito, ma stesso discorso vale per chi avesse già un account business (quindi a pagamento) del servizio di Google
  2. SLpw, ovvero il prodotto per la consultazione avanzata del Polisweb (ora comprensivo anche delle notifiche PEC) sviluppato da Evoluzione Software. Si tratta di un software a pagamento ma dal costo modesto, ovvero 60 euro più IVA l’anno con il codice sconto disponibile per i lettori di questo blog.

Da SLpw per prima cosa selezioneremo tutti gli Uffici Giudiziari di interesse, ovvero quelli in cui il titolare della licenza ha cause in cui è costituito, ci posizioneremo quindi nella sezione dell’Agenda e premeremo il tasto Aggiorna in basso a sinistra. A questo punto ci verrà anche richiesto il PIN del dispositivo di autenticazione

agenda-00

Quando l’aggiornamento sarà completato appariranno tutte le scadenze previste per il periodo selezionato, ovvero Udienze e termini per memorie di tutti gli uffici giudiziari precedentemente selezionati presneti nel Polisweb.

agenda-01a

Questi eventi li possiamo quindi esportare nel nostro calendario associato all’utenza di Gmail, che ovviamente dobbiamo già avere.

agenda-03

La prima volta sarà necessario tenere aperto il browser con la casella di Gmail  in quanto verrà richiesta l’autorizzazione per l’inserimento da parte di Slpw dei dati. Al termine dell’operazione apparirà una finestra di dialogo

agenda-02

A questo punto basterà accedere a Gmail e selezionare il calendario

calenda01

Qui troveremo già tutti gli eventi importati da SLpw. A detto calendario potremo poi aggiungere ulteriori appuntamenti, scadenze e qualsiasi altra incombenza riguardante o meno l’attività professionale. Il vantaggio è che esso sarà consultabile da qualsiasi dispositivo associato all’utenza Gmail e aggiornabile immediatamente. Inoltre potremo anche condividere detto calendario con eventuali collaboratori e colleghi

clipboard02

Nel dettaglio degli eventi sono presenti tutti i dati riguardanti l’evento, compresi luogo dell’udienza, RG, parti e via dicendo.

clipboard03

Ultime due considerazioni: il calendario di Google è ovviamente utilizzabile anche senza SLpw, ma l’inserimento automatico facilita enormente il lavoro e riduce il rischio di dimenticanze ed errori. Per chi non avesse ancora un account Gmail il consiglio è di farlo al più presto. Oltre ad avere una capienza molto generosa, è anche una delle caselle di posta più sicure riguardo ai filtri antispam e mette al riparo da molti attacchi via email. E’ anche possibile per chi utilizza altre caselle email passare in maniera praticamente trasparente a Gmail mantenendo il vecchio indirizzo, ma di questo parleremo in un altro articolo.

Firma PADES-BASIC: urgente una revisione dei Moduli!

PROCESSO AMMINISTRATIVO TELEMATICO

Molti avvocati hanno riscontrato un problema con l’apposizione della firma digitale: il Modulo appare firmato anche in PADES-Basic sebbene Adobe Acrobat Reader DC sia stato impostato per l’apposizione della firma PADES-BES.

articolo in collaborazione con Stefano Baldoni di http://www.slpct.wordpress.com

Come noto, l’art. 12, co. 6 D.P.C.M. 40/2016 richiede che la firma digitale apposta al Modulo di deposito sia in formato PADES-BES.

Pertanto, per poter effettuare validamente i depositi telematici del PAT è necessario impostare Adobe Acrobat Reader DC perché apponga la firma PADES-BES con Algoritmo SHA-256.

In tal modo, sarà possibile apporre una firma digitale valida secondo le disposizioni della Delibera CNIPA 45/2009. Infatti, le firme digitali apposte con algoritmo SHA-1 (formato PADES Basic) sono valide solo se apposte anteriormente al 30 Giugno 2011, mentre dal 1 Luglio 2011 è necessario utilizzare una firma digitale generata con algoritmo SHA-256.

Gli avvocati, quindi, prima di predisporre il loro primo deposito…

View original post 699 altre parole

COME RICAVARE IL DUPLICATO INFORMATICO (FIRMATO IN PADES) DA UNA COPIA INFORMATICA ESTRATTA DAI REGISTRI DI CANCELLERIA

Avvocati Telematici

E’ noto che, tra le funzioni assolte dalle firme elettroniche avanzate (e, quindi, anche dalle firme elettroniche qualificate e dalle firme digitali, che fanno parte del relativo insieme)  v’è quella di restare  “collegata ai dati sottoscritti in modo da consentire l’identificazione di ogni successiva modifica di tali dati” (art. 26, lett. d) Reg. Eidas e, prima del dlt 179/2016, dall’art. 1, lett q-bis del CAD.

In altri termini, un documento munito (almeno) di firma elettronica avanzata è sicuramente modificabile, ma la firma consente di risalire alle modifiche apportate. Tale caratteristica è integrata nella firma in formato PAdES che “implementa a funzione della gestione delle versioni (versioning): ogni versione successiva alla prima, contiene la versione integrale, non modificata, del documento precedente (comprese le firme digitali)” (cfr. documento “guida –  firme multiple” – Agid).

E’ altrettanto noto che col Provv. DGSIA 16/4/2014  il formato PAdES fece…

View original post 557 altre parole

SLpct 1.5.1 e Windows XP

E’ stato riscontrato che con l’ultima versione di Slpct, la 1.5.1 , nei sistemi con Windows XP, il pulsante “Invia Deposito”, richiama unicamente MS Outlook, quindi, chi avesse configurato sul proprio computer un diverso Client di Posta (Thunderbird, Outlook Express, etc.), si troverà nell’impossibilità di utilizzare detta funzione. Le versioni precedenti funzionano invece regolarmente, ma si consiglia comunque di utilizzare la più recente essendo conforme agli Schemi Ministeriali più aggiornati.

Evoluzioni Software sta lavorando per risolvere il problema, nonostante XP sia fuori supporto da Aprile 2014. Nel frattempo è comunque possibile procedere alla creazione della PEC si seposito da webmail, come spiegato in questo precedente articolo

Ad ogni modo è il caso di pensare seriamente di cambiare Sistema Operativo arrivati a questo punto.

Secondo il Dlgs 196-03 Windows XP, almeno nelle versioni Home e Professional, per i quali non vengono più rilasciati aggiornamenti dalla Microsoft, non risponde agli obblighi di sicurezza di cui all’art. 31, ai requisiti minimi di sicurezza ex art 34 e all’allegato B dello stesso decreto (TU tutela dati personali) . Chi usa ancora questo sistema operativo quindi si espone sia alle relative sanzioni amministrative che alle possibili richieste risarcitorie nel caso di perdita dati o altri trattamenti non consentiti. Il risarcimento viene chiesto ex art 2050 cc e i danni non patrimoniali ex art 15 stesso decreto. (Grazie all’Avv. Patrizio Galeotti)

winxppro